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Avatar di Vogliamo Futuro

C'è una riflessione che mi accompagna ogni volta che si parla del G8 di Genova. Una democrazia non si misura solo dalla capacità di garantire l'ordine pubblico, ma anche dalla capacità di fare i conti con i propri errori. Se una ferita resta aperta per venticinque anni significa che non è mai stata davvero elaborata, e questo finisce inevitabilmente per incrinare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Per questo vicende come Genova non riguardano solo il passato: riguardano la qualità della nostra democrazia oggi.

Avatar di Danilo De Biasio

C’è una variante al tuo ragionamento: si vogliono lasciare aperte le ferite. Perché sanguinano e fanno ancora male. È il caso di Genova 2001. Sono un monito: occhio che noi siamo capaci di farti male.

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È una lettura che condivido. Proprio per questo credo che la risposta non possa essere dimenticare quelle ferite, ma impedire che diventino l'unico terreno su cui si gioca il dibattito pubblico.

Una democrazia matura dovrebbe saper fare i conti con il proprio passato senza rimanerne prigioniera. Perché quando il presente è privo di una prospettiva condivisa, sono inevitabilmente le ferite del passato a occupare tutto lo spazio. La risposta, allora, non è smettere di ricordare, ma tornare a costruire un'idea credibile di futuro.